|

.: Simone D’Alessandri |
|
..:: Discipline ::..
.: Boxe :.
Il pugilato è un arte, uno stile di autodifesa e uno sport da combattimento regolato da norme, tra due atleti che si colpiscono a pugni chiusi.
Il pugilato è uno degli sport più antichi che si conoscano.
La posizione di guardia del pugilato antico era eretta, col busto esageratamente in avanti ma con la testa all'indietro, il braccio sinistro avanti in alto a proteggere la testa ed il braccio destro in basso a proteggere il fegato, questa posizione era obbligatoria. I criteri per l'assegnazione di una vittoria erano differenti da quelli utilizzati oggi, basti solo pensare che non esistevano categorie di peso, quindi i combattimenti erano riservati a taglie alquanto elevate e soprattutto i risultati si rivelavano spesso tragici visti i molti casi di decessi e lesioni gravi. Gli incontri non avevano un termine, proseguivano fino a che uno dei due sfidanti non si arrendeva
Nel XVIII sec. nel pugilato cominciarono a svilupparsi le prime tecniche di combattimento che fecero diventare questa attività sportiva uno sport vero e proprio e non solo un combattimento cruento.Nel 1867 il J.S. Douglas, marchese di Queensberry, scrisse il codice della boxe scientifica che, a parte qualche piccola differenza, contiene le regole principali della boxe moderna:
obbligatorietà dell'uso dei guantoni, divisione dell'incontro in più riprese di tre minuti l'una, il knock out: il pugile perdeva se non si riprendeva dai colpi ricevuti entro 10 secondi ed suddivisione in categorie di peso. Le categorie erano tre: leggeri, medi e massimi.
Le nuove regole rendevano il pugilato molto meno violento e lo trasformavano in uno sport di abilità, destrezza e velocità. Per il momento non era ancora stato fissato un numero massimo di riprese, si procedeva quindi ad oltranza fino al ko di uno dei due pugili.
La boxe del XVIII secolo era molto diversa da quella di oggi. Spesso capitava che i colpi venissero portati a "martello", dall'alto verso il basso, il perimetro entro il quale combattevano i pugili era delimitato dagli stessi spettatori dell'incontro oppure si tracciava una semplice riga circolare per terra. I pugili si battevano senza mai fermarsi; quando uno di questi cadeva l'avversario lo cominciava a colpire appena si rialzava da terra.
Nel pugilato viene ravvisata una certa somiglianza con la scherma per il particolare tipo di studio preparatorio fra i contendenti in funzione del successivo scambio di colpi. Fondamentalmente il Pugilato si basa su tre colpi:
Diretto o Colpo di disturbo; Gancio ed il Montante.
Questi colpi, portati in rapida sequenza e con varietà, generano le "serie" o "combinazioni". Anche se la fase offensiva ha un ruolo decisivo, due sono le tecniche per evitare di prendere colpi: schivare e parare, ovvio il fatto che per ogni tipo di colpo vi siano differenti tipi di schivate e di parate.
l pugilato richiede soprattutto una notevole forza di sopportazione e carattere per poter affrontare gli sforzi durante l'allenamento e il quasi inevitabile dolore fisico durante gli incontri. Contrariamente alla maggior parte degli altri sport, la sconfitta nel pugilato è accompagnata da dolore fisico: ciò richiede una ferrea volontà a non darsi per vinto davanti alla fatica del match.
Istruttori: Giuseppe Castellano, Giancarlo Borgia, Matteo Rubino, Simone D’Alessandri
..::.. |

.:: Link ::.
.:: Sponsor ::.

|

.: Marco Valentini |
|